Le macchie sul soffitto che compaiono o si allargano dopo la pioggia indicano di solito un'infiltrazione da terrazzo, lastrico solare o copertura, e non una perdita dell'impianto. Per intervenire correttamente bisogna prima escludere le tubazioni e poi individuare il punto da cui l'acqua entra.

Segnali tipici
- macchie sul soffitto dell'ultimo piano o sotto un terrazzo, che peggiorano con la pioggia;
- aloni che si asciugano nei periodi secchi e ricompaiono dopo i temporali;
- intonaco che si sfalda, efflorescenze bianche o muffa agli angoli del soffitto;
- gocciolamenti vicino a lucernari, canne fumarie o bocchettoni di scarico;
- umidità sulle pareti vicino a soglie e porte-finestre del terrazzo.
Cause più comuni
L'acqua piovana trova strada attraverso impermeabilizzazioni invecchiate, piastrelle e fughe fessurate, soglie non sigillate, bocchettoni e pluviali ostruiti o mal raccordati, risvolti dell'impermeabilizzazione lungo muretti e parapetti. Sui tetti le cause frequenti sono tegole o lastre spostate, scossaline danneggiate e raccordi attorno a camini e lucernari. In Liguria le coperture in ardesia sono tipiche: quando una lastra si rompe o si sposta, l'acqua può scorrere a lungo sotto il manto prima di comparire in un punto lontano. Le piogge intense dei giorni di allerta meteo e il vento dal mare mettono alla prova terrazzi e coperture, soprattutto nelle case della Riviera.
Una macchia al piano di sotto può dipendere anche da una tubazione che corre nel terrazzo o da uno scarico: per questo il controllo dell'impianto viene prima.
Come la individuiamo
Prima si escludono le perdite d'impianto con una prova di pressione. Poi la misurazione dell'umidità mappa l'estensione della zona bagnata, e l'ispezione con termocamera, eseguita nelle condizioni giuste, mostra le aree del solaio o del terrazzo che trattengono acqua. Sui terrazzi si possono eseguire prove di allagamento controllate su zone delimitate, per verificare una parte alla volta. Gli scarichi del terrazzo possono essere controllati con la videoispezione.
Cosa fare subito in attesa del tecnico
- Liberare bocchettoni, canali e pluviali da foglie e detriti, se raggiungibili in sicurezza.
- Fotografare le macchie con la data e annotare quando compaiono rispetto alla pioggia.
- Allontanare mobili e oggetti dalla zona bagnata e non usare le lampade al soffitto interessate.
- Evitare di salire su tetti e coperture: è un lavoro per personale attrezzato.
- Se il terrazzo è di un altro condomino o comune, avvisare subito il proprietario o l'amministratore.
Chi paga e documentazione
In condominio il tetto e i lastrici solari sono in genere parti comuni ai sensi dell'art. 1117 c.c.; per i lastrici solari di uso esclusivo, l'art. 1126 c.c. ripartisce le spese di riparazione tra chi ne ha l'uso e i condomini sottostanti. La ripartizione concreta dipende comunque dal regolamento e dalla situazione, da verificare con l'amministratore. Una relazione che documenti l'origine dell'infiltrazione aiuta a chiarire a chi spetta l'intervento; la pagina sulle perdite in condominio approfondisce questi aspetti.
Dopo la riparazione della causa, il solaio impiega tempo ad asciugarsi: conviene attendere e verificare con nuove misure prima di rifare intonaci e tinteggiature, per non vedere ricomparire le macchie.
Per verificare un'infiltrazione da terrazzo o tetto è possibile chiamare il 375 551 5284 oppure compilare il modulo nella pagina contatti.
Domande frequenti
Perché la macchia compare lontano dal punto in cui entra l'acqua?
L'acqua può scorrere sotto la pavimentazione o il manto di copertura, seguendo pendenze e strati dell'impermeabilizzazione, prima di affiorare. Per questo il punto di ingresso va cercato e non dedotto solo dalla posizione della macchia.
Conviene rifare subito tutta l'impermeabilizzazione del terrazzo?
Dipende dallo stato del terrazzo. Se il problema è localizzato, a volte basta intervenire su soglie, bocchettoni o un tratto limitato; se l'impermeabilizzazione è esaurita, il rifacimento può essere la soluzione più sensata.
Si può fare la verifica quando non piove?
Sì: la mappatura dell'umidità e le prove controllate permettono di lavorare anche con tempo asciutto, purché nel solaio resti traccia dell'acqua o si possa simulare l'afflusso.