L'igrometro misura il contenuto di umidità dei materiali, come intonaco, muratura, legno o massetto. Rilevando i valori in molti punti di una parete o di un pavimento si ottiene una mappa: la zona in cui l'umidità è più alta e da cui i valori calano allontanandosi indica, con buona probabilità, l'origine dell'acqua.
Come funziona l'igrometro
Nella ricerca perdite si usano soprattutto due tipi di strumento:
- igrometri a contatto (capacitivi): si appoggiano sulla superficie e stimano l'umidità nei primi centimetri del materiale senza forarlo;
- igrometri a punte (resistivi): misurano la conducibilità tra due elettrodi inseriti o appoggiati nel materiale.
I valori non vanno letti come numeri assoluti, perché dipendono dal tipo di materiale e dallo strumento. Contano soprattutto i confronti: tra una zona sospetta e una zona asciutta della stessa parete, tra un punto e quello accanto.
La mappatura: dal singolo valore al quadro d'insieme
Una singola misura dice poco. La mappatura invece permette di capire da dove arriva l'acqua e come si diffonde. Il procedimento tipico è questo:
- si definisce una griglia sulla parete o sul pavimento, con punti a distanza regolare;
- si misura ogni punto, annotando il valore;
- si individua il punto più umido e si osserva come i valori diminuiscono intorno;
- si confronta la forma della zona umida con il percorso probabile di tubi e scarichi.
Una macchia che si allarga "a cerchio" attorno a un punto fa pensare a una perdita localizzata; una fascia orizzontale uniforme alla base del muro fa pensare piuttosto a risalita dal terreno; zone umide negli angoli freddi, vicino ai serramenti, suggeriscono condensa.
Distinguere le cause dell'umidità
| Causa | Andamento tipico dei valori | Indizi aggiuntivi |
|---|---|---|
| Perdita da tubazione | Picco in un punto, calo graduale intorno | Non dipende dal meteo, peggiora nel tempo |
| Infiltrazione dall'esterno | Più alta vicino a terrazzi, gronde, serramenti | Peggiora dopo le piogge |
| Risalita capillare | Fascia uniforme alla base del muro | Efflorescenze saline, piano terra |
| Condensa | Superficiale, negli angoli e sulle pareti fredde | Muffa, peggiora in inverno |
Il contesto genovese: pioggia, salsedine e muri spessi
A Genova capire la causa dell'umidità non è sempre immediato. Le piogge intense, soprattutto nei periodi di allerta meteo, possono provocare infiltrazioni da terrazzi, coperture in ardesia e facciate esposte. Nelle zone vicine al mare la salsedine favorisce la formazione di sali nelle murature, che possono alterare le letture. Negli edifici storici i muri in pietra molto spessi trattengono l'umidità a lungo, anche dopo che la causa è stata eliminata.
Per questo è utile annotare quando le macchie compaiono: se si allargano dopo un temporale il sospetto va sulle infiltrazioni, trattate nella pagina su infiltrazioni da terrazzo e tetto; se crescono anche nei periodi asciutti è più probabile una perdita dall'impianto.
Igrometro e termocamera: perché lavorano insieme
La termocamera mostra le differenze di temperatura superficiale e permette di osservare in pochi istanti un'intera parete. Le zone umide, per effetto dell'evaporazione, tendono ad apparire più fredde. L'igrometro conferma con una misura diretta ciò che la termocamera suggerisce e aiuta a escludere falsi segnali, come ponti termici o zone fredde non legate all'acqua.
La combinazione dei due strumenti consente di passare rapidamente da un sospetto a una mappa affidabile. Il servizio è descritto nelle pagine misurazione umidità con igrometro e ispezioni con termocamera.
A cosa serve la mappa dopo la riparazione
La mappatura è utile anche dopo l'intervento. Ripetendo le misure a distanza di tempo si verifica che i valori stiano scendendo e che il muro si stia asciugando. È un passaggio importante prima di rifare intonaci e tinteggiature: chiudere un muro ancora umido significa spesso vedere ricomparire macchie e muffa.
La mappa, eventualmente accompagnata da fotografie, può inoltre essere utile come documentazione da presentare all'amministratore o alla compagnia assicurativa, se la perdita ha causato danni a terzi.
Errori comuni nella lettura dell'umidità
Chi prova a misurare da solo l'umidità dei muri incorre spesso in alcuni errori:
- confrontare valori presi su materiali diversi, come intonaco e piastrella, che danno letture non paragonabili;
- misurare subito dopo aver lavato pavimenti o pareti, falsando il risultato;
- fermarsi al punto in cui la macchia è più visibile, che non sempre coincide con l'origine dell'acqua;
- trascurare le pareti del locale adiacente o del piano sottostante, dove l'acqua può essersi spostata.
L'acqua infatti segue percorsi a volte inattesi: scorre lungo i tubi, lungo le travi o sopra gli strati impermeabili, e può comparire anche a qualche metro dalla perdita reale.
Per una misurazione dell'umidità e una ricerca perdite a Genova e provincia si può chiamare il 375 551 5284 e ricevere un preventivo telefonico, oppure compilare il modulo nella pagina contatti.
Domande frequenti
Un igrometro economico basta per capire se c'è una perdita?
Può dare un'indicazione di massima, ma i valori dipendono molto dal materiale e dallo strumento. Per individuare l'origine dell'acqua serve una mappatura ragionata, spesso abbinata alla termocamera.
La misura con igrometro rovina il muro?
Gli igrometri a contatto non lasciano segni. Quelli a punte possono lasciare piccoli fori, di solito trascurabili e facili da stuccare.
Dopo quanto tempo un muro bagnato torna asciutto?
Dipende dallo spessore, dal materiale e dalla ventilazione del locale. I muri in pietra degli edifici storici possono impiegare molto tempo; per questo conviene ripetere le misure prima di rifare le finiture.