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Prova di pressione dell'impianto idrico: come si isola il tratto

Cos'è la prova di tenuta dell'impianto idrico, come si esegue con il manometro, come si isolano i tratti e perché è il primo passo della ricerca perdite.

Tecnologie e strumenti · 4 giugno 2026 · 6 min di lettura

La prova di pressione, o prova di tenuta, verifica se un impianto idrico mantiene la pressione nel tempo quando tutte le utenze sono chiuse. Se il manometro segna un calo, c'è una perdita; chiudendo e isolando un tratto alla volta si capisce in quale parte dell'impianto si trova, restringendo l'area da indagare con gli altri strumenti.

A cosa serve la prova di tenuta

La prova di pressione non indica il punto preciso della perdita, ma risponde a due domande fondamentali:

  • c'è davvero una perdita nell'impianto in pressione, oppure il problema è altrove (scarichi, infiltrazioni, condensa)?
  • in quale tratto si trova: acqua fredda o calda, bagno o cucina, dentro casa o tra contatore e abitazione?

Per questo è spesso il primo passo di una ricerca perdite ben organizzata: evita di cercare "alla cieca" su tutta la casa e indirizza geofono, termocamera o gas tracciante sulla zona giusta.

Come si esegue

  1. Chiusura delle utenze: rubinetti, cassette del wc, lavatrice, lavastoviglie, eventuali addolcitori o depuratori.
  2. Collegamento del manometro: lo strumento viene montato su un punto dell'impianto, ad esempio al posto di un rubinetto o su un attacco dedicato.
  3. Messa in pressione: si porta l'impianto alla pressione di prova, usando la pressione di rete oppure una pompa di collaudo.
  4. Chiusura a monte: si chiude la valvola generale, in modo che l'impianto resti "isolato" dalla rete.
  5. Osservazione: per un tempo stabilito si controlla se la lancetta o il valore digitale restano stabili.

Se la pressione scende, l'impianto perde. La velocità del calo dà anche un'indicazione, sia pure approssimativa, dell'entità della perdita.

Come si isola il tratto che perde

Il vero valore della prova sta nella possibilità di suddividere l'impianto. In pratica si procede per esclusione:

  • separazione tra acqua fredda e calda: si ripete la prova sui due circuiti, chiudendo le valvole dello scaldabagno o della caldaia;
  • chiusura delle valvole del collettore: negli impianti a collettore ogni linea (bagno, cucina, lavanderia) ha la sua valvola e può essere provata singolarmente;
  • chiusura dei rubinetti d'arresto sotto i sanitari, per escludere perdite dovute a rubinetterie o flessibili;
  • verifica del tratto esterno: chiudendo la valvola all'ingresso di casa si capisce se il calo riguarda la tubazione tra contatore e abitazione.

Negli impianti più vecchi, senza collettore e con poche valvole di sezionamento, l'isolamento è meno preciso. In questi casi può essere necessario tappare temporaneamente alcuni attacchi per dividere il circuito.

Risultato della provaCosa indicaPasso successivo
Pressione stabileL'impianto in pressione tieneVerificare scarichi o infiltrazioni
Calo solo sull'acqua caldaPerdita sul circuito caldoTermocamera sul percorso del tubo
Calo su una sola linea del collettorePerdita in quel localeGeofono o gas tracciante mirati
Calo solo sul tratto esternoPerdita tra contatore e casaGas tracciante lungo il percorso

Prova di pressione e contatore: la verifica fai da te

Prima di chiamare un tecnico si può fare un controllo preliminare: chiudere tutte le utenze e osservare il contatore per qualche minuto. Se le cifre o l'indicatore di flusso si muovono, è probabile che ci sia una perdita a valle del contatore. Non sostituisce una prova con manometro, ma è un segnale utile. La guida sulla bolletta dell'acqua alta per perdita occulta spiega come leggere il contatore.

Il caso delle autoclavi

A Genova molti edifici nelle zone alte, da Castelletto a Oregina fino ai quartieri collinari del Ponente, sono serviti da impianti di sollevamento. Se l'autoclave si riaccende da sola a intervalli regolari, anche di notte, è un indizio tipico di una perdita. In questi casi la prova di tenuta aiuta a capire se la perdita riguarda un singolo appartamento o le parti comuni dell'impianto, informazione importante per il condominio.

Cosa non fa la prova di pressione

È bene chiarire i limiti: la prova di tenuta non vede gli scarichi, che non sono in pressione, e non rileva le infiltrazioni da terrazzi e coperture. Inoltre, da sola non indica il punto esatto in cui aprire. Per questo viene sempre abbinata ad altre tecniche, descritte nella panoramica sulle tecnologie per la ricerca perdite. Chi vuole capire la sequenza completa dell'intervento può leggere la pagina su come funziona.

Cosa conviene fare in attesa del tecnico

  • Controllare il contatore a utenze chiuse e annotare la lettura a distanza di qualche ora.
  • Verificare che le valvole d'arresto sotto i sanitari e al collettore si chiudano correttamente: se sono bloccate, segnalarlo in anticipo.
  • Individuare dove si trovano il contatore e la valvola generale, soprattutto in condominio o nelle case con giardino.
  • Se la perdita è evidente e bagna locali o vicini, chiudere l'acqua generale fino all'intervento.

Queste informazioni permettono di organizzare la prova in modo più rapido e di capire subito quali tratti isolare per primi.

Per una prova di tenuta e la ricerca della perdita a Genova e provincia si può chiamare il 375 551 5284 e ricevere un preventivo telefonico, oppure compilare il modulo nella pagina contatti.

Domande frequenti

La prova di pressione può rompere i tubi?

Se eseguita correttamente, no: la pressione di prova viene scelta in base al tipo di impianto. Un tubo molto deteriorato può però manifestare una perdita già esistente in modo più evidente.

Quanto dura una prova di tenuta?

Dipende dall'impianto e dal numero di tratti da isolare. Una singola verifica richiede di solito un tempo di osservazione limitato, ma ripetere la prova su più linee allunga l'intervento.

La prova vale anche per l'impianto di riscaldamento?

Sì, anche il circuito del riscaldamento può essere provato in pressione. Si usano però procedure e pressioni adatte a quel tipo di impianto.

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