La termocamera rileva la radiazione infrarossa emessa dalle superfici e la trasforma in un'immagine delle temperature. Nella ricerca perdite serve a individuare tubi caldi, zone più fredde per evaporazione dell'umidità e percorsi anomali dell'acqua, senza toccare né rompere nulla. Non vede attraverso i muri e non misura l'umidità: va interpretata da un tecnico e spesso confermata con altri strumenti.
È uno degli strumenti più usati nella diagnosi non distruttiva, perché permette di osservare in pochi minuti ampie superfici di pareti, pavimenti e soffitti. Proprio per la sua immediatezza, però, viene a volte sopravvalutata: capire cosa può e cosa non può fare evita aspettative sbagliate.
Il principio di funzionamento
Ogni corpo emette energia infrarossa in quantità legata alla sua temperatura. Il sensore della termocamera misura questa energia e assegna a ogni punto dell'immagine un colore che corrisponde a una temperatura superficiale. Il risultato, il termogramma, mostra differenze anche di pochi decimi di grado.
Nella ricerca perdite si sfruttano soprattutto due fenomeni:
- il calore dell'acqua: un tubo dell'acqua calda o del riscaldamento che perde scalda il massetto o il muro attorno al punto di fuga;
- il raffreddamento per evaporazione: un materiale bagnato che asciuga tende a essere più freddo di quello asciutto circostante.
Cosa riesce a individuare
- il percorso delle tubazioni del riscaldamento e dell'acqua calda sotto pavimento o in parete;
- la zona in cui il calore si allarga in modo anomalo, segno di una possibile fuga;
- le macchie di umidità ancora non visibili a occhio nudo;
- l'estensione di un'infiltrazione su soffitti e pareti;
- ponti termici e zone fredde che favoriscono la condensa.
Il servizio è descritto nella pagina sulle ispezioni con termocamera.
I limiti da conoscere
| Limite | Conseguenza pratica |
|---|---|
| Misura solo la temperatura della superficie | Non vede dentro il muro: rileva l'effetto termico della perdita, non il tubo in sé |
| Serve una differenza di temperatura | Con l'acqua fredda alla stessa temperatura dell'ambiente il contrasto può essere minimo |
| Materiali spessi o isolanti | Murature in pietra molto spesse o pavimenti con isolamento attenuano il segnale |
| Superfici riflettenti | Piastrelle lucide, metalli e vetri riflettono il calore di altre fonti e falsano la lettura |
| Fonti di calore esterne | Sole su una parete, radiatori, elettrodomestici possono creare zone calde fuorvianti |
Per questo un termogramma da solo non è una prova: va letto conoscendo l'edificio, l'impianto e le condizioni al momento della misura.
Come si prepara un'ispezione termografica
- Si raccolgono informazioni sull'impianto e sui sintomi: dove compare l'umidità, se la caldaia perde pressione, se il contatore gira.
- Se si cerca una perdita sul riscaldamento, si accende l'impianto per il tempo necessario a creare contrasto termico.
- Si evitano, per quanto possibile, fonti di calore esterne come sole diretto o elettrodomestici accesi vicino alla zona.
- Si riprendono pareti e pavimenti da più angolazioni, per distinguere riflessi e anomalie reali.
- Le zone sospette vengono verificate con altri strumenti.
Con quali strumenti si combina
La termocamera indica dove guardare; altri strumenti confermano. I più usati insieme sono:
- igrometro, per misurare il contenuto d'acqua nei materiali;
- geofono, per ascoltare il rumore della fuga sulle tubazioni in pressione, come spiegato nella pagina sulla verifica con geofono;
- gas tracciante, utile quando l'acqua è fredda o il tubo è profondo, descritto nella pagina sulla localizzazione perdite con gas tracciante;
- videoispezione, per gli scarichi che non sono in pressione.
Casi in cui funziona meglio e peggio
La termocamera dà i risultati migliori con le perdite sugli impianti di riscaldamento e sull'acqua calda sanitaria, e nella mappatura di infiltrazioni su soffitti e pareti interne. È meno efficace, da sola, sulle tubazioni dell'acqua fredda interrate o su perdite molto profonde.
Negli edifici del centro storico di Genova, con murature in pietra spesse e disomogenee, il segnale termico può essere attenuato o irregolare: qui l'esperienza nell'interpretare il termogramma e l'uso combinato di più strumenti fanno la differenza. Nei condomini in collina degli anni '60, con impianti di riscaldamento nel massetto, la termografia è spesso il primo passo per ricostruire il percorso dei tubi.
Termocamere economiche: bastano?
Esistono termocamere da collegare allo smartphone, utili per curiosità o per individuare grossolanamente un tubo caldo. La ricerca perdite professionale richiede però sensibilità e risoluzione adeguate, la possibilità di regolare i parametri di misura e soprattutto la capacità di interpretare correttamente le immagini, escludendo riflessi e falsi positivi.
Per una panoramica completa degli strumenti si può consultare la pagina sulle tecnologie per la ricerca perdite acqua.
Per un'ispezione con termocamera in un immobile a Genova o in provincia si può chiamare il 375 551 5284 per un preventivo, oppure inviare una richiesta dal modulo nella pagina contatti.
Domande frequenti
La termocamera vede i tubi dentro il muro?
Non direttamente. Rileva la temperatura della superficie, che è influenzata dal tubo sottostante se questo è più caldo o più freddo. Per questo funziona bene con l'acqua calda e meno con quella fredda.
Serve rompere qualcosa per l'ispezione termografica?
No, è una tecnica del tutto non invasiva. Si limita a riprendere le superfici; l'apertura avviene solo dopo, nel punto individuato, per la riparazione.
L'ispezione si può fare in qualsiasi stagione?
Sì, ma le condizioni influiscono sul contrasto termico. In alcuni casi si programma l'ispezione in orari o con impianti accesi in modo da ottenere differenze di temperatura sufficienti.