Nelle zone collinari di Genova la pressione dell'acquedotto può non bastare a raggiungere i piani alti, per questo molti edifici usano un'autoclave. Se l'autoclave è regolata male o lavora con continui sbalzi, sollecita tubi, raccordi e flessibili e può favorire perdite; una pressione corretta e stabile, invece, protegge l'impianto.
Perché nelle zone alte serve l'autoclave
La città si sviluppa dal mare fino a quote elevate in poche centinaia di metri: quartieri come quelli sulle alture di Castelletto, Oregina, Quezzi, Begato o le parti alte della Valpolcevera e della Val Bisagno hanno spesso edifici costruiti su pendii, con molti piani e talvolta lontani dai serbatoi di distribuzione. In queste situazioni l'acqua può arrivare con poca forza, soprattutto nelle ore di maggior consumo.
L'autoclave risolve il problema: una pompa spinge l'acqua in un serbatoio in pressione (o direttamente in rete, nei sistemi più moderni a inverter) e garantisce un flusso costante ai piani. È una soluzione comune nei palazzi anni '60 e '70 costruiti in collina, ma anche in villette e seconde case in Riviera alimentate da pozzi o serbatoi.
Come la pressione influisce sulle perdite
Un impianto idrico lavora bene entro un certo intervallo di pressione. I problemi nascono in due situazioni:
- Pressione troppo alta: ogni raccordo, guarnizione e flessibile è sottoposto a una spinta maggiore. Una piccola imperfezione che con pressione normale non darebbe problemi può trasformarsi in un trafilamento.
- Sbalzi continui: un'autoclave con il serbatoio scarico d'aria, un pressostato starato o una membrana rotta fa partire e fermare la pompa molto spesso. Ogni ciclo genera piccoli colpi d'ariete che nel tempo affaticano i punti più deboli dell'impianto.
Nei vecchi impianti in ferro zincato, già indeboliti dalla corrosione interna, questi stress possono accelerare la comparsa di perdite, specialmente sui raccordi filettati.
Segnali di un'autoclave che non lavora bene
- La pompa si accende e si spegne a ogni apertura di rubinetto, anche per pochi secondi.
- Si sentono colpi nei tubi quando si chiude un miscelatore o si ferma la lavatrice.
- L'acqua esce con forza eccessiva, con schizzi dai rubinetti o rumori nelle cassette dei WC.
- La pressione cambia molto da un momento all'altro della giornata.
- La pompa parte anche di notte quando nessuno usa acqua: questo è un segnale importante, perché può indicare una perdita a valle dell'autoclave.
La pompa che parte da sola
Quest'ultimo punto merita attenzione. Se, con tutti i rubinetti chiusi, l'autoclave si riavvia periodicamente, significa che la pressione nel circuito scende: o c'è un problema nell'autoclave stessa (valvola di non ritorno, serbatoio), oppure acqua sta uscendo da qualche parte. In condominio questo può riguardare le colonne comuni o l'impianto di un singolo appartamento, ed è una situazione che conviene far verificare con strumenti adeguati.
Cosa conviene controllare
| Elemento | Cosa verificare | Chi se ne occupa |
|---|---|---|
| Pressostato e regolazione | Pressione di accensione e spegnimento adeguate all'edificio | Tecnico dell'autoclave |
| Serbatoio e precarica | Presenza del cuscino d'aria o integrità della membrana | Tecnico dell'autoclave |
| Riduttore di pressione | Presenza e taratura all'ingresso dell'appartamento | Idraulico |
| Tenuta dell'impianto | Assenza di perdite a valle dell'autoclave | Tecnico ricerca perdite |
Il riduttore di pressione all'ingresso del singolo alloggio è una protezione semplice ed efficace: anche se l'autoclave condominiale spinge forte per servire gli ultimi piani, l'appartamento del primo piano riceve una pressione adatta. Nei palazzi in collina è frequente che i piani bassi siano sottoposti a pressioni più alte del necessario.
Autoclave condominiale: chi deve intervenire
L'autoclave che serve tutto l'edificio è in genere un impianto comune e la sua manutenzione passa dall'amministratore. Le tubazioni interne al singolo appartamento, dopo il punto di diramazione, sono invece di solito di competenza del proprietario. I confini precisi dipendono dal regolamento e dalla configurazione dell'impianto: in caso di dubbio conviene verificare con l'amministratore. Per approfondire si può consultare la pagina sulle perdite d'acqua in condominio.
Un'autoclave regolata bene, con manutenzione periodica, è anche più silenziosa e consuma meno energia: i benefici non riguardano solo le perdite.
Quando serve una ricerca perdite
Se l'autoclave è stata controllata e funziona correttamente ma la pompa continua a ripartire, oppure i consumi registrati sono più alti del normale, è il momento di cercare una perdita. Le tecniche non invasive permettono di individuarla senza demolizioni: la prova di tenuta per settori isola la zona, poi il geofono o il gas tracciante indicano il punto preciso. Nelle case con consumi anomali può essere utile anche la guida sulla bolletta dell'acqua alta.
L'autoclave parte da sola o la pressione è irregolare e si sospetta una perdita? È possibile chiamare il 375 551 5284 per un preventivo al telefono, oppure scrivere tramite il modulo nella pagina contatti.
Domande frequenti
Una pressione alta fa aumentare la bolletta?
Indirettamente sì: a parità di apertura del rubinetto esce più acqua, e se ci sono piccole perdite la pressione alta le rende più abbondanti.
Il riduttore di pressione va installato anche con l'autoclave?
Spesso è consigliabile, soprattutto ai piani bassi di edifici serviti da autoclave, per proteggere rubinetti, flessibili ed elettrodomestici.
Un'autoclave rumorosa è per forza guasta?
Non sempre, ma rumori nuovi, partenze frequenti o colpi nei tubi sono buoni motivi per far controllare regolazione e serbatoio.