Per evitare perdite d'acqua in una seconda casa chiusa per mesi, la misura più efficace è chiudere il rubinetto generale prima di partire, annotare la lettura del contatore e far controllare periodicamente l'appartamento. Al rientro, un confronto della lettura e un'ispezione visiva di bagni, cucina e soffitti permettono di scoprire subito eventuali problemi.
Perché le seconde case sono più esposte
Da Camogli a Sestri Levante, da Arenzano a Cogoleto, molte case della Riviera sono abitate solo d'estate o nei fine settimana. Quando nessuno vive nell'appartamento, anche una perdita modesta può proseguire per settimane, danneggiando pavimenti, pareti e soprattutto gli appartamenti sottostanti. Spesso a scoprirla è il vicino, quando la macchia sul suo soffitto è già evidente.
Ci sono poi fattori specifici della costa ligure: la salsedine che aggredisce raccordi e valvole esterne, l'umidità elevata che favorisce muffe e condense, e gli impianti di palazzine costruite in decenni diversi, con materiali che invecchiano in modo differente.
Prima di partire: la lista dei controlli
- Chiudere il rubinetto generale dell'appartamento o, se presente, quello a valle del contatore.
- Fotografare la lettura del contatore con data, per poterla confrontare al rientro.
- Scaricare la pressione aprendo un rubinetto dopo la chiusura generale.
- Verificare lo scaldabagno: seguire le indicazioni del produttore o dell'installatore per i periodi di inutilizzo.
- Controllare lavatrice e lavastoviglie: chiudere i rubinetti di alimentazione dedicati.
- Chiudere l'irrigazione di balconi e giardini, se non necessaria.
- Pulire scarichi di terrazzi e balconi, per evitare ristagni durante le piogge autunnali.
E il riscaldamento?
Sulla costa ligure le gelate sono rare, ma nelle frazioni dell'entroterra o nelle case più esposte possono capitare. Chi ha un impianto di riscaldamento deve valutare con il proprio manutentore come gestirlo durante l'assenza: alcuni scelgono di lasciarlo attivo con una temperatura minima, altri adottano soluzioni diverse. Chiudere l'acqua sanitaria non riguarda il circuito del riscaldamento, che ha un funzionamento separato.
Durante l'assenza
- Lasciare un recapito al vicino o all'amministratore, per essere avvisati subito.
- Se possibile, chiedere a una persona di fiducia un sopralluogo periodico, soprattutto dopo allerte meteo.
- Valutare dispositivi di rilevazione allagamento vicino a caldaia, lavatrice e bagni.
Al rientro: come accorgersi di una perdita
| Controllo | Cosa osservare |
|---|---|
| Contatore | Confrontare con la lettura annotata; con acqua chiusa non dovrebbe essere cambiata |
| Riapertura dell'acqua | Riaprire lentamente e osservare il contatore a rubinetti chiusi per alcuni minuti |
| Soffitti e pareti | Nuove macchie, aloni, intonaco gonfio |
| Pavimenti | Piastrelle che suonano vuote, fughe scure, parquet rigonfio |
| Bagni e cucina | Umidità sotto i lavelli, attorno a sifoni e flessibili |
| Caldaia | Pressione del circuito rispetto al valore abituale |
Se il contatore avanza dopo la riapertura con tutti i rubinetti chiusi, c'è una perdita da individuare. Nelle case con pavimenti rifatti di recente o impianti sotto traccia, una ricerca strumentale evita di rompere al buio: si può partire dalla pagina sulla perdita d'acqua sotto il pavimento.
Se la perdita ha coinvolto i vicini
Capita spesso che il primo segnale sia la telefonata del vicino di sotto. In questo caso conviene:
- chiudere subito l'acqua e documentare con foto i danni nel proprio appartamento;
- informare l'amministratore, se l'edificio è un condominio;
- verificare le coperture della propria polizza casa;
- far localizzare con precisione la perdita, così da poter dimostrare dove si trovava.
Una ricerca con termocamera o geofono e la relativa relazione aiutano a gestire la pratica con il vicino e con l'eventuale compagnia assicurativa.
Gli errori più comuni
Alcune abitudini diffuse aumentano il rischio di trovare brutte sorprese al rientro:
- Chiudere solo i rubinetti dei singoli apparecchi e non quello generale: una perdita su un tubo sotto traccia resterebbe in pressione per tutti i mesi di assenza.
- Riaprire l'acqua e uscire subito: i primi minuti dopo la riapertura sono i più indicati per notare trafilamenti su raccordi e flessibili.
- Ignorare un piccolo alone perché "c'era già l'anno scorso": se si è allargato, va verificato.
- Rimandare i controlli alla prossima stagione, lasciando che un problema noto si aggravi durante l'inverno.
Una buona abitudine per tutto l'anno
Chi frequenta la casa al mare solo nei fine settimana può rendere la chiusura del rubinetto generale un gesto automatico a ogni partenza. Richiede pochi secondi e riduce molto il rischio di brutte sorprese. Allo stesso modo, annotare ogni volta la lettura del contatore crea uno storico semplice che rende evidente qualsiasi consumo anomalo tra una visita e l'altra. Per conoscere le località servite si può consultare la pagina dove operiamo.
Per un controllo o una ricerca perdite in una seconda casa a Genova o in Riviera si può chiamare il 375 551 5284 per un preventivo al telefono, oppure compilare il modulo nella pagina contatti.
Domande frequenti
Chiudere il rubinetto generale può danneggiare l'impianto?
No, è una pratica comune. Al rientro conviene riaprirlo lentamente e far scorrere un po' d'acqua dai rubinetti prima dell'uso.
Se il contatore è condominiale come faccio a controllare?
Si può chiedere all'amministratore se esistono sottocontatori o affidarsi a controlli visivi e, in caso di dubbi, a una verifica strumentale.
Si può fare la ricerca perdite mentre il proprietario è lontano?
Sì, se una persona di fiducia permette l'accesso; la relazione con le immagini può essere inviata poi al proprietario.