Se una macchia compare o si allarga subito dopo un'allerta meteo e poi si stabilizza con il bel tempo, nella maggior parte dei casi si tratta di un'infiltrazione dall'esterno (tetto, terrazzo, facciata, serramenti). Se invece l'umidità resta attiva anche dopo giorni asciutti, o il contatore dell'acqua gira a rubinetti chiusi, è più probabile una perdita dell'impianto idrico o di riscaldamento.
Perché a Genova il dubbio è così frequente
Genova ha una conformazione particolare: case costruite su versanti ripidi, palazzi addossati alla collina, muri controterra, tetti in ardesia e terrazzi piani molto diffusi. Durante le allerte meteo arancioni o rosse l'acqua arriva in quantità elevate in poco tempo, spesso accompagnata da vento forte che la spinge contro facciate e infissi. In queste condizioni anche piccoli difetti di impermeabilizzazione diventano evidenti.
Il problema è che una tubazione che perde da mesi può manifestarsi proprio in quei giorni, perché l'umidità di fondo si somma a quella esterna. Per questo non conviene dare per scontato che "è stata la pioggia": una diagnosi sbagliata porta a rifare un'impermeabilizzazione inutile mentre il tubo continua a perdere, o viceversa.
I primi controlli da fare in autonomia
Prima di chiamare un tecnico si possono raccogliere informazioni molto utili, che rendono la verifica successiva più rapida e mirata.
- Annotare quando è comparsa la macchia: durante il temporale, il giorno dopo, oppure c'era già e si è solo allargata.
- Fotografarla a distanza di qualche giorno: se con il sole si restringe e schiarisce, il segnale punta verso l'infiltrazione.
- Controllare il contatore: chiudere tutti i rubinetti e osservare se le cifre o la rotellina si muovono. Se girano, c'è una perdita a valle del contatore.
- Verificare la pressione della caldaia: un calo continuo, che obbliga a ricaricare spesso l'impianto, indica una perdita nel circuito di riscaldamento.
- Osservare la posizione: macchie in corrispondenza del soffitto sotto un terrazzo o vicino ai serramenti fanno pensare all'esterno; macchie lungo il tracciato di tubi, vicino a bagno e cucina o a pavimento, fanno pensare all'impianto.
Infiltrazione o perdita: i segnali a confronto
| Segnale | Più probabile infiltrazione | Più probabile perdita impianto |
|---|---|---|
| Legame con la pioggia | Compare o peggiora dopo le piogge | Presente anche con tempo secco |
| Contatore a rubinetti chiusi | Fermo | Gira, anche lentamente |
| Pressione caldaia | Stabile | Cala nel tempo (se perde il riscaldamento) |
| Posizione tipica | Soffitti sotto terrazzi, angoli di facciata, attorno agli infissi | Pavimenti, pareti di bagno e cucina, lungo i tracciati |
| Evoluzione | Si asciuga parzialmente tra un evento e l'altro | Tende ad allargarsi in modo costante |
Nessun segnale da solo è decisivo: spesso i casi sono misti, ad esempio uno scarico del terrazzo intasato che fa ristagnare l'acqua e contemporaneamente un pluviale interno che perde.
Come si arriva a una diagnosi certa
Quando i controlli in autonomia non bastano, la ricerca strumentale permette di distinguere le due situazioni senza aprire muri a caso. Le tecniche più utili in questi casi sono:
- Termocamera: mostra le differenze di temperatura sulle superfici e aiuta a leggere la forma della zona umida. Un'infiltrazione dall'alto ha un andamento diverso da una perdita puntuale di un tubo. Approfondimento nella pagina sulle ispezioni con termocamera.
- Igrometro: misura l'umidità nei materiali e permette di mappare dove è più alta, capendo da che direzione arriva l'acqua. Si veda la misurazione dell'umidità con igrometro.
- Prove di tenuta sull'impianto: mettendo in pressione i singoli tratti si verifica se l'impianto tiene. Se tiene, la causa va cercata all'esterno.
- Gas tracciante o geofono, se la prova di tenuta conferma una perdita, per individuare il punto esatto.
Il ruolo di tetti e terrazzi
Nei palazzi genovesi i terrazzi di copertura e i tetti in ardesia sono tra le prime cause di infiltrazione dopo un'allerta: guaine invecchiate, bocchettoni di scarico ostruiti da foglie e detriti, lastre spostate dal vento. Se la verifica conferma che l'impianto è integro, conviene far controllare questi elementi. Maggiori dettagli sono nella pagina dedicata alle infiltrazioni da terrazzo e tetto.
Cosa fare nell'immediato
- Proteggere mobili e pavimenti dall'acqua e staccare la corrente nei locali se l'acqua è vicina a prese o punti luce.
- Non forare e non rompere intonaci o piastrelle alla cieca: si rischia di cercare nel punto sbagliato.
- Se si abita in condominio e la macchia viene dall'alto, avvisare subito l'amministratore e il vicino del piano superiore.
- Conservare foto e date: sono utili sia per il tecnico sia per un'eventuale pratica assicurativa, che dipende sempre dalle condizioni della polizza.
Perché intervenire presto
Lasciare un muro umido per settimane favorisce muffe, distacchi di intonaco e, nei casi peggiori, il deterioramento dei ferri nei solai. In più, se sotto c'è davvero una perdita dell'impianto, i consumi continuano a crescere in bolletta. Individuare la causa subito dopo l'evento, quando i segni sono ancora leggibili, rende la diagnosi più semplice e la riparazione più contenuta.
Dopo un'allerta meteo è comparsa una macchia e non è chiaro se si tratti di pioggia o di un tubo? È possibile chiamare il 375 551 5284 per descrivere la situazione e ricevere un preventivo al telefono, oppure compilare il modulo nella pagina contatti.
Domande frequenti
Un'infiltrazione può far girare il contatore dell'acqua?
No. Il contatore misura solo l'acqua che passa nell'impianto dopo il contatore stesso: se gira a rubinetti chiusi la causa è una perdita dell'impianto, non la pioggia.
Quanto tempo aspettare dopo la pioggia prima di far fare la verifica?
Non serve aspettare che tutto si asciughi: anzi, una verifica fatta quando la macchia è ancora attiva aiuta a leggere meglio la provenienza dell'acqua.
La ricerca perdite serve anche se la causa è il tetto?
Sì, perché consente di escludere l'impianto con prove oggettive e di indirizzare il lavoro di impermeabilizzazione nella zona giusta.