Nel centro storico di Genova le perdite d'acqua sono frequenti e difficili da trovare perché gli impianti sono stati spesso rifatti a tratti nel corso dei decenni, corrono dentro muri spessi e solai antichi e passano tra appartamenti di proprietari diversi. La soluzione è una ricerca strumentale non invasiva, che individui il punto della perdita prima di aprire murature di pregio o scale condominiali strette.
Perché i caruggi sono un caso particolare
I palazzi del centro storico, tra vicoli stretti e case alte anche sei o sette piani, hanno caratteristiche che rendono la ricerca delle perdite più complessa rispetto a un condominio recente:
- Impianti stratificati: tubazioni in ferro zincato, rame e multistrato convivono nello stesso edificio, con giunzioni tra materiali diversi.
- Muri molto spessi: in pietra e laterizio, trattengono l'umidità a lungo e la fanno migrare lontano dal punto di origine.
- Solai in legno o volte: l'acqua può correre lungo travi e riempimenti prima di comparire.
- Colonne montanti condivise: una perdita al terzo piano può manifestarsi al primo.
- Accessi difficili: scale strette, niente cortili, cantine umide per natura.
I segnali più comuni da non sottovalutare
In edifici così antichi un po' di umidità è quasi fisiologica, e proprio per questo si rischia di ignorare i segnali di una vera perdita. Conviene fare attenzione a:
- macchie che si allargano nel giro di pochi giorni o settimane;
- intonaco che si sfarina o si stacca in un punto preciso;
- pavimenti in cotto o graniglia che diventano più scuri;
- odore di muffa improvviso in una stanza prima asciutta;
- bolletta o lettura del contatore anomale;
- pressione dell'acqua che cala senza motivo.
Umidità storica o perdita in atto?
La domanda più frequente nei palazzi del centro è proprio questa. La tabella riassume alcuni indizi utili, che vanno però sempre confermati con strumenti.
| Situazione | Umidità di risalita o storica | Perdita dell'impianto |
|---|---|---|
| Posizione | Base dei muri, piani bassi | Qualunque punto, spesso vicino a bagni e cucine |
| Andamento | Stabile o stagionale | Peggiora in modo costante |
| Contatore | Fermo a rubinetti chiusi | Può girare anche a rubinetti chiusi |
| Aloni | Linea orizzontale, sali in superficie | Macchia irregolare che si allarga |
Come si cerca una perdita senza rovinare l'edificio
Nei palazzi storici, spesso con decori, intonaci antichi o pavimenti da conservare, rompere per tentativi è la scelta peggiore. Le tecniche strumentali permettono di restringere la zona anche a pochi centimetri:
Termocamera e igrometro
La termografia mostra le differenze di temperatura superficiale causate dall'acqua, particolarmente evidenti sulle tubazioni del riscaldamento o dell'acqua calda. L'igrometro misura l'umidità punto per punto e aiuta a disegnare una "mappa" della zona bagnata.
Geofono e gas tracciante
Con il geofono si ascolta il rumore dell'acqua in pressione che esce dalla tubazione. Nei muri spessi il suono può essere attenuato: in questi casi si usa il gas tracciante, una miscela inerte immessa nell'impianto che fuoriesce dal punto di rottura e viene rilevata in superficie.
Videoispezione degli scarichi
Molte infiltrazioni nei caruggi arrivano da vecchie colonne di scarico in ghisa o fibrocemento. Una microcamera introdotta nella tubazione permette di vedere crepe e giunti aperti senza smontare nulla.
Dopo la ricerca: riparare in modo mirato
Una volta trovato il punto, si può intervenire aprendo solo il minimo indispensabile. Quando la tubazione è molto datata e il tracciato passa in zone delicate, si può valutare anche il risanamento senza scavo, che in certi casi evita di smantellare pavimenti e murature.
Nei condomini del centro è spesso utile coinvolgere l'amministratore fin dall'inizio: se la perdita è su una colonna comune, la gestione dei lavori e delle spese passa per il condominio.
Quando la perdita è nell'appartamento del vicino
Nei caruggi capita spesso che l'acqua arrivi da un'unità diversa, magari disabitata o affittata a breve termine. In questi casi la collaborazione è essenziale: per eseguire le prove può essere necessario accedere all'appartamento sopra o a quello accanto, chiudere temporaneamente una colonna o mettere in pressione un tratto di impianto. Organizzare il sopralluogo con tutti i proprietari coinvolti, e con l'amministratore quando c'è, evita ritardi e permette di arrivare a un risultato chiaro in una sola visita. La relazione finale, con immagini e misure, aiuta poi a gestire i rapporti tra vicini e l'eventuale pratica assicurativa.
Consigli pratici per chi vive nel centro storico
- Individuare e rendere accessibile il rubinetto di arresto del proprio appartamento.
- Controllare periodicamente il contatore a rubinetti chiusi.
- Segnalare subito al vicino e all'amministratore macchie nuove sui soffitti.
- In caso di ristrutturazione, valutare la sostituzione dei tratti in ferro più vecchi.
- Conservare foto e documenti di ogni intervento sull'impianto.
Per vedere come interveniamo nei diversi quartieri si può consultare la pagina zone di Genova.
Per una ricerca perdite in un palazzo del centro storico di Genova si può chiamare il 375 551 5284 e ricevere un preventivo al telefono, oppure scrivere dal modulo nella pagina contatti.
Domande frequenti
Si può fare la ricerca perdite se il palazzo non ha ascensore?
Sì: la strumentazione è portatile e viene trasportata a mano anche nei vicoli e sulle scale strette.
Le tubazioni in ferro zincato vanno sempre sostituite?
Non necessariamente tutte, ma quando sono molto datate e già hanno dato perdite conviene valutarne la sostituzione o il risanamento.
La ricerca può creare problemi a intonaci o affreschi?
Le tecniche strumentali sono non invasive: si lavora dall'esterno delle superfici e si apre solo nel punto individuato, se necessario.